L'analisi dei costi è utile in quanto consente di dare una prima valutazione al grado di elasticità dell'impresa, laddove con elasticità si intende la capacità di sopportare senza gravi conseguenze una diminuzione delle vendite.
Analizzare i costi significa in primo luogo definire il volume e l'incidenza dei costi, fissi, cui si affiancano i costi variabili.
I Costi Fissi
I costi fissi sono tutti i costi che l'imprenditore deve comunque sostenere anche in assenza di produzione (affitto, canoni di leasing, ammortamento dei beni strumentali).
L'entità dei costi fissi è legata in massima parte ai volumi dei capitali investiti nell'attività di impresa per l'acquisto delle immobilizzazioni materiali e più in generale, per assicurarsi la disponibilità dei fattori produttivi. Solitamente le imprese di produzione diretta devono sostenere investimenti iniziali molto elevati, mentre le imprese commerciali e le aziende di servizi abbisognano di capitali minori, potendo così operare con maggior flessibilità e con un rischio d'impresa minore.
I Costi Variabili
I costi variabili sono così chiamati in qunato il loro ammontare è strettamente correlato con il volume di produzione (costi per l'acquisto delle matrie prime e dei materiali di consumo, costi di trasporto, imballaggi).
Dal punto di vista tecnico i costi variabili non costituiscono un fattore di rischio elevato per l'impresa, purché si sia in grado di identificarli, di quantificarli con precisione e di fissare prezzi di vendita remunerativi. E' altrettanto evidente l'interesse degli operatori a ridurre al minimo l'incidenza dei costi fissi in quanto essi rappresentano un chiaro fattore di rischio. Elevati costi fissi vincolano l'imprenditore al perseguimento di elevati livelli di vendita, rendendo problematica l'attività in caso di crisi settoriali e di cadute della domanda.








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