sabato 27 marzo 2010

Offerte "Imperdibili"

Quali sono gli ingredienti per fare delle vostre offerte un punto di distinzione?

Create un’esperienza a 360 gradi, che non comprenda solo uno sconto, un servizio gratuito o un’altra delle solite banalità che contraddistinguono nella maggior parte dei casi le offerte speciali degli hotel: inventatevi una situazione e offrite tutte le piccole cose che possono servire a ricrearla.

Un esempio? Lo Sheraton di Philadelphia offre un divertente Romantic Godiva Getaway Package un pacchetto romantico speciale, firmato Godiva (una delle migliori marche di cioccolato al mondo). Il pacchetto comprende, oltre al soggiorno in King Room a prezzo scontato, un prezioso cofanetto di cioccolatini Godiva, uno speciale CD con musica d’atmosfera, una guida ai dieci luoghi più romantici della città e late check-out.

Accontentate i vostri clienti! Ovviamente conoscerete perfettamente i clienti target della vostra struttura, dunque potrete dedicare soprattutto a loro le vostre offerte speciali. Se il vostro hotel è spesso meta di viaggi di nozze, indagate su cosa solitamente amano fare i vostri ospiti in luna di miele (cene per due, trattamenti in spa, particolari tour, picnic, ecc.) e preparate un pacchetto che comprenda tutto questo.

Un hotel in montagna ad esempio, immerso nel verde, può offrire escursioni guidate particolari, come ha fatto il Fairmont Chateau Whistler che propone il pacchetto “Water Ways”, con una cena a tema e un tour in canoa.

Se non avete idee potete sempre provare a chiedere direttamente ai vostri clienti un’opinione tramite Facebook o Twitter.

Pensate ad un nome originale, magari anche emotivamente coinvolgente: spiazzate e meravigliate i clienti! Anche se la vostra offerta consiste solo in uno sconto, provate a renderla più interessante almeno attraverso il nome. Ad esempio sempre l’Inn at Occidental propone il pacchetto last minute “R” Package - Relax! Rejuvenate! Rekindle Romance! (Pacchetto “R” – Rilassati! Ringiovanisci! Riaccendi il Romanticismo!) , oppure lo Stanford Inn by the Sea di Mendocino in California ha ideato il “Fall in Love with Life, Again!” (“Innamorati della vita, di nuovo!”).

Fonte: Booking
Vincenzo D'Angelo

lunedì 22 marzo 2010

Vendere o Gudagnare?

Cos'è più importante per un'azienda, vendere o guadagnare?
Aspetto i vs. commenti.


Vincenzo D'angelo

“best practices”

Valorizzazione della USP: la Unique Selling Proposition che contraddistingue la struttura, bisogna inserire tutti i monumenti della località. Indicare la vicinanza a tutti i monumenti non solo ad alcuni.Queste indicazioni, sono di valore sia per l’utente che per i motori di ricerca.
E dove sono finiti i letti a baldacchino, i mobili d’epoca e la sala colazione con vista sui tetti? Questi sono tutti aspetti che rendono la struttura unica e particolare e che nella homepage dovrebbero essere perlomeno citati.

Features vs. Benfits: il testo non deve contenere solo una lista delle caratteristiche (features) dell’hotel. Di fronte a queste l’utente è solo un soggetto passivo, ma il testo deve rendere l’utente parte attiva dell’immagine e gli si fa percepire quali sono i benefici (benefits) che potrebbero derivare da tali features. Questo rende la comunicazione molto più efficace.
È meglio dire al cliente che l’hotel è a pochi metri da una Piazza importante, o che dall’hotel potrà raggiungere in meno di un minuto la spiaggia e tutti gli altri luoghi balneari? E’ meglio dirgli che l’hotel è situato in un palazzo ottocentesco, o che ogni sera potrà riposarsi in un ambiente storico raffinato ed elegante perfetto per recuperare le energie?

Rivolgetevi direttamente a chi vi sta leggendo: il testo non deve essere impersonale, la descrizione dell’hotel che appare all’utente distaccata, didascalica e brochuristica, non conferisce fiducia o interresse. Meglio dare del “tu” o del “voi” all’utente, perché conferisce un maggior senso di familiarità e sicurezza.
Words tell, emotions sell: Tutti i copywriter lo sanno. Le emozioni delle persone sono la prima leva motivazionale che spinge all’acquisto. La gente compra perché spinta da una specifica emozione, come la paura, il dolore, un forte desiderio. Ecco perché è fondamentale coinvolgere l’utente emotivamente a partire dal testo del sito dell’hotel. È importante che la persona percepisca visivamente, quasi in modo multi-sensoriale che cosa significa stare nel vostro hotel. Dovete trasmettere all’utente qual è il “mood” dell’hotel, solo così l’utente potrà capire se è quello che stava cercando.
L’hotel come vera esperienza di viaggio

Quello che è importante sottolineare è che ciò che cerca l’utente oggi non è un hotel, ma una vera e propria esperienza di viaggio, e che questa esperienza comincia proprio da sito Internet.

Fate assaggiare al vostro cliente che cos’ha il vostro albergo da offrirgli per render il suo viaggio unico, fategli offerte che non può rifiutare, ricreate l’inconfondibile atmosfera della vostra struttura prima di tutto con i testi, ma anche con la grafica e il design, che devono sposarsi perfettamente ai testi stessi.

Fonte: Marketing
Vincenzo D'Angelo

Internet Mobile come nuova Terra Promessa.

Gli investimenti pubblicitari su Mobile cresceranno dell’85% quest’anno, passando dai 320 milioni dollari del 2009 ai 593 milioni di quest’anno, per raggiungere entro il 2013 addirittura i 1,6 miliardi di dollari.

Sono dati di grande portata, che rivelano chiaramente come l’Internet Mobile si stia già profilando quale nuova Terra Promessa per tutte le aziende desiderose di acquistare nuovi clienti e nuova visibilità in un terreno ancora per gran parte inesplorato.
SMS advertising: come coinvolgere la comunità attraverso messaggi di testo

La prima cosa che viene in mente parlando di mobile-marketing sono i messaggi di testo: in effetti questi sono un ottimo modo per rivolgersi agli utenti in modo personalizzato, rilevante e tempestivo. Inoltre, poiché si tratta di campagne fondate su un’unica, chiara “call-to-action”, se ne può tracciare precisamente la “redemption”, ovvero il rendimento.

Un esempio di grande efficacia che anche voi potreste provare a mettere in pratica, è la campagna di mobile-marketing realizzata dall’Hotel Casa Del Mar di Santa Monica in California: con l’intenzione di creare una “opt-in list” (mailing list di iscritti consenzienti) di utenti locali identificati come potenziali clienti.

Attraverso pubblicità tradizionale e sui social network, l’hotel ha invitato i clienti ad iscriversi alla propria mobile-newsletter ed entrare a far parte del nuovo “Mobile Loyalty Club” dell’hotel in cambio di un’offerta speciale (in questo caso un numero illimitato di Bloody Mary o flute di champagne gratuiti durante il Sunday Brunch nel ristorante dell’hotel).

I risultati? Sono stati davvero buoni:

Tasso di ricezione da parte dei clienti iscritti del 100% e tasso di coinvolgimento attivo del 75%
“Redemption rate” del 27% e conseguente incremento delle revenue
Creazione di un database di utenti locali a cui l’hotel può proporre promozioni volte alla vendita di servizi dell’hotel che ne possono aumentare le revenue (cene o pranzi al ristorante, trattamenti spa, ecc)
Un ROI dell’iniziativa del 450% tutt’ora in crescita

Applicazioni Travel per iPhone: mettete a disposizione dei vostri utenti una vera risorsa di viaggio. Un altro trend emergente in America è la creazione da parte di grandi catene alberghiere di vere e proprie applicazioni per iPhone (che negli States hanno letteralmente sbancato e sono in pochi ormai a non averne uno) per mettere a disposizione dei clienti vari servizi e di conseguenza fidelizzarli.

Sempre più viaggiatori usano lo smartphone per navigare e cercare assistenza e servizi a livello locale quando arrivano a destinazione, ecco perché, dopo Choice Hotels, Starwood e Four Seasons, di recente è stata la Hilton a rilasciare ben 3 applicazioni gratuite per i propri clienti.

In un primo momento Hilton ha lanciato un sondaggio, dal quale è risultato che il 58% dei suoi clienti avrebbe volentieri usato il cellulare per fare il check-in, il 57% per modificare una prenotazione e il 42% per prenotare i propri soggiorni di lavoro.

Sulla base di questi risultati Hilton ha messo a disposizione delle applicazioni che permettono agli utenti di gestire moltissimi aspetti dell’esperienza di viaggio:

Ricerca degli alberghi più vicini alla propria posizione, a seconda dell’indirizzo, della città, dell’aeroporto in cui il cliente si trova, grazie ad una integrazione con mappe GPS
Fare una nuova prenotazione e controllare, modificare e cancellare le prenotazioni già effettuate
Fare il check-in online fino a 48 ore prima dell’arrivo (riservato ai membri del programma fedeltà dell’Hilton)
Fare ordinazioni al ristorante e richiedere servizi da avere disponibili non appena arrivati in albergo Controllare i punti guadagnati per i clienti fidelizzati Anche in questo caso la risposta da parte dei clienti è stata molto positiva, tanto che le applicazioni, rilasciate alla fine del 2009 sono già state scaricate oltre 6.000 volte.

In Italia ancora non ci sono stati casi di rilievo in questo senso, anche perché la nostra realtà è fatta di piccole catene e molti alberghi indipendenti che non possono assumersi i costi di sviluppo di questo tipo di applicazioni. Probabilmente però questa condizione è destinata a cambiare non appena il mercato sarà più maturo e le tecnologie avranno un costo ancora più accessibile.

lunedì 1 marzo 2010

Raggiungere i primi posti nei Social Media

Sono i vostri clienti a lasciare commenti buoni o cattivi su TripAdvisor, e non potete certo controllare come e quando, ma potete certamente fare qualcosa perché scrivano e perché scrivano bene.

Come? Lo spiega la direzione degli hotel di lusso HKH di New York, i cui dirigenti, scoperto quanto era facile farsi pubblicità gratuita attraverso il passaparola ed i social media, si sono posti l’obiettivo di raggiungere le prime posizioni su TripAdvisor per tutti e 4 gli alberghi del gruppo
e ce l’hanno fatta.

il successo su tutti i fronti:

Hanno coinvolto tutto lo staff al completo in quello che stava succedendo su TripAdvisor e sugli altri social network e preparandolo a gestire e rispondere a tutti i commenti.

Hanno assunto le persone più sorridenti e gentili possibili per offrire ospitalità “autentica” e lasciare sempre elettrizzati i clienti dopo l’esperienza di soggiorno e dunque disponibili a pubblicare recensioni positive.

Hanno ascoltato quello che viene detto nelle recensioni, facendo investimenti più che sul marketing su tutto ciò che poteva soddisfare i clienti

Hanno imparato a rispondere o meno alle recensioni con il giusto atteggiamento intervenendo concretamente in caso di commenti negativi.

Di seguito l’intervista fatta dal consulente alberghiero Daniel Edward Craig a Adele Gutman, vice presidente del reparto Sales & Marketing del gruppo HKH:

Ci dica come tutti e 4 gli hotel HKH hanno raggiunto i primi cinque piazzamenti su TripAdvisor:
Molti anni fa, uno dei nostri hotel era nella top ten di TripAdvisor (TA) e un altro al posto 56 e ci siamo chiesti, perché questa disparità?
Abbiamo iniziato a porre attenzione alle recensioni. Era chiaro che le recensioni erano la nostra maggiore opportunità per farci pubblicità col passaparola. Abbiamo deciso di far raggiungere a tutti e 4 i nostri hotel la top 10. Ovviamente soddisfare le esigenze dei nostri clienti non era abbastanza. Per ispirare il desiderio di scrivere una recensione, dovevamo fare in modo che la gente fosse elettrizzata. Avevamo assunto le persone più carine e più simpatiche che potessimo trovare, dovevamo solo prepararle, guidarle e dare loro degli incarichi ben precisi. Ogni hotel discuteva e leggeva a tutto lo staff le recensioni durante gli incontri della mattina e scriveva commenti di risposta. Ogni dipendente, dalla addetta alle pulizie fino al concierge e al general manager, si sentivano orgogliosi per le recensioni positive, cosicché si venne a creare una cultura che si auto-alimentava di offrire sempre un servizio al di sopra delle aspettative. Abbiamo raggiunto i primi risultati nel 2004 e poi nel 2006 abbiamo raggiunto il nostro scopo.

In che modo i vostri hotel si differenziano dai competitor a New York?
Se chiedete ai nostri clienti, probabilmente vi parleranno dello staff amichevole che farebbe qualsiasi cosa per loro. Poi della nostra filosofia, che rende ogni hotel come un club esclusivo che offre spuntini gratuiti, della colazione europea a buffet, del vino servito nel pomeriggio insieme al formaggio. Potrebbero parlarvi anche della connessione Internet gratuita, dell’acqua in bottiglia, della macchina per fare il cappuccino e dell’ambiente confortevole e piacevole. Dietro a tutto questo sta l’impegno da parte della proprietà di investire risorse per migliorare al massimo l’esperienza dei clienti piuttosto che per pagare gli alti costi pubblicitari o amministrativi. Siamo certi che se se facciamo di tutto per deliziare gli ospiti, daranno supporto alle nostre azioni di marketing diffondendo un buon passaparola e ritornando da noi. Questo è davvero fantastico, perché ognuno dei nostri hotel ha la sua propria personalità e atmosfera. E questo porta recensioni migliori e più frequenti.

Quali social media utilizzate?
Facebook, Twitter, Linked In, TripAdvisor e molti altri siti di recensioni che ci permettono di migliorare le nostre mailing list o comunicare con i potenziali clienti. Abbiamo provato a tenere un blog per un po’ ma portava via troppo tempo. Preferiamo prestare maggiore attenzione a Facebook, Twitter e i siti di recensioni. Abbiamo hotel piccoli con pochi dipendenti. Non abbiamo le risorse per dedicare una persona ai social media, ognuno di noi cerca di prendersi alcuni minuti ogni giorno per vedere che cosa dice la gente online e come può partecipare alle conversazioni.

Quali azioni seguite quando ricevete delle recensioni negative?
È difficile vedere delle recensioni davvero negative, ma impariamo dai nostri clienti e ci miglioriamo ogni giorno. Ogni commento negativo è controllato dai senior manager. Cerchiamo di scoprire il più possibile su ciò che è accaduto e decidiamo quali azioni intraprendere per migliorare, in tutti e 4 i nostri hotel se è necessario. Qualche volta se ci riusciamo contattiamo prima l’ospite. Rispondiamo pubblicamente se i commenti sono forti, sembrerebbe strano e superficiale se non lo facessimo. O potrebbe trattarsi di qualcosa che vogliamo mettere in chiaro con la comunità di TA per assicurarci che non diventi un problema per nessuno. Alcuni commenti sono così “interessanti” che la miglior cosa è non dire nulla; siamo sicuri che i viaggiatori intelligenti li leggeranno nella giusta prospettiva.

Che cosa fate per incoraggiare i clienti a scrivere una recensione?
Il segreto sta nel fare sentire ai clienti che hanno trovato qualcosa di così speciale da desiderare di condividerlo con il mondo. Non c’è scappatoia o strategia di marketing. È tutta una questione di duro lavoro e ospitalità autentica. Dopo che i nostri clienti hanno fatto il check out mandiamo loro un’e-mail per ringraziali e invitarli a scrivere su di noi su TA, insieme al link diretto. Tutto qui.

Quale consiglio darebbe agli hotel che aspirano a raggiungere tali traguardi?
Smettetela di pensare che ci siano scorciatoie. Dovete semplicemente essere il miglior hotel possibile ogni singolo giorno. Trattate ogni ospite come se fosse il più importante giornalista di viaggi nel mondo, perché in effetti potrebbe proprio esserlo.

venerdì 19 febbraio 2010

I clienti e le diverse pratiche di pricing

Si parla spesso di revenue e delle tecniche di gestione pricing. Ma come reagiscono i clienti all’alternarsi di prezzi apparentemente senza spiegazione? È chiaro la gestione del pricing, dipendente da molte variabili come l’occupazione, lo storico, la domanda nei vari giorni della settimana, potrebbe risultare scorretta agli occhi clienti.

La Cornell University in gennaio ha condotto uno studio su 815 persone, teso ad analizzare gli effetti di tre fattori sulle loro valutazioni di correttezza delle policies tariffarie dell’hotel.

I tre fattori considerati sono stati:

La conoscenza e la familiarità con le pratiche tariffarie (consapevolezza che oggi le tariffe alberghiere sono molto variabili)
L’ottenimento di informazioni su tali pratiche da parte dell’hotel
La classe dell’Hotel
I clienti devono essere consapevoli di ciò che significa Revenue Management
Di questi tre fattori quello che secondo la Cornell risulta influenzare di gran lunga maggiormente
l’opinione dei clienti sono il primo, ovvero la familiarità con i sistemi di pricing utilizzati dalle strutture alberghiere e di conseguenza il secondo, l’ottenimento di informazioni da parte dell’hotel, che fa effettivamente la differenza.

Se la gente fosse messa al corrente su come funziona l’assegnazione delle tariffe, sarebbe certamente invogliata a prenotare con maggior anticipo e a rimanere fidelizzata all’hotel, che si dimostrerebbe più trasparente nei confronti del cliente.
Come fare in modo che i clienti siano a loro agio con le tecniche di pricing dell’hotel

Due clienti presenti in uno stesso momento nell’hotel possono aver pagato la camera in modo molto diverso, a seconda della durata del soggiorno, dell’anticipo con cui hanno prenotato, della location della camera. Ma chi dirige l’hotel deve assicurarsi che i suoi ospiti comprendano come certe pratiche di pricing siano lecite e trasparenti, altrimenti rischiano di perdere la lealtà e la fiducia dell’ospite.

Che cosa fare dunque per evitare di essere fraintesi dagli ospiti e magari suscitare una loro reazione negativa? Wayne Taylor e Sheryl Kimes, autori dello studio della Cornell, individuano 3 “best practices” per mettere al corrente i clienti delle proprie politiche tariffarie:

Dare informazioni sulle diverse tariffe disponibili e sulle diverse condizioni ad esse associate su tutti i canali distributivi, a partire dal sito ufficiale fino a quello dei vari intermediari e l’ufficio di prenotazioni.
Sottolineare se certe politiche tariffarie sono legate esclusivamente a promozioni o periodi dell’anno specifici. Evidenziare che le tariffe saranno tanto più basse quanto prima i clienti prenoteranno.

Insegnate agli agenti e ai vostri receptionist a specificare sempre con i clienti le diverse pratiche di pricing.

Come fare una rete di comunicazione.

Tra i tanti metodi di promozione on-line, l’e-mail marketing negli ultimi anni è venuto a ricoprire un ruolo sempre più decisivo nella creazione di una comunità di clienti profilati, interessati e soprattutto disposti davvero a tornare ed affidarsi di nuovo alla vostra attività.

Anche nel caso di un hotel, la newsletter può essere uno strumento molto importante per fidelizzare i clienti o gli iscritti al blog aziendale, ma non è abbastanza tenersi stretti i propri contatti, è importante accrescere la lista di e-mail nel tempo.

Considerata l’enorme quantità di spam che ogni giorno riceviamo nelle nostre caselle, gli utenti non sono più molto disponibili a cedere la loro e-mail e dunque non è facile creare una mailing list da coltivare e far crescere.

Come creare una rete di comunicazione? È semplice, basta che tutto il materiale promozionale e tutti vostri canali di comunicazione on-line siano sempre contraddistinti dalla vostra firma, da un link al vostro sito ufficiale e da un invito a chiare lettere ad iscriversi alla vostra newsletter.

Poniamo il caso che facciate promozione al vostro hotel o alla vostra attività con i seguenti canali:

Video
Social Media e Social Network (Facebook, Twitter, ecc)
Flickr
Article Marketing e bookmarking
Fate in modo che ogni volta che promuovete e diffondete contenuti, tutti invitino a visitare il vostro sito o blog e ad iscriversi alla newsletter per ricevere nuove informazioni.

Se diffondete contenuti rilevanti, le persone saranno felici di riceverne altri. Ma mi raccomando, lasciate sempre ai vostri iscritti anche la possibilità di annullare l’iscrizione. Togliere loro questa possibilità equivale a perdere credibilità e fiducia.


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I social network come capacità aggregativa.

Sono destinati a crescere considerevolmente nel 2010 gli investimenti diretti al marketing online secondo i responsabili marketing di tutto il mondo.

Grazie al recente studio rivolto ad un migliaio di specialisti di marketing a livello internazionale dal titolo “2010 Digital Marketing Online”, si è identificato nel marketing “digitale” il centro dei futuri modelli di business.

Il settore online è stato uno dei pochi che non hanno risentito della crisi economica degli ultimi anni e anzi, ha dimostrato di poter crescere: “Nel 2009 – riporta la ricerca – abbiamo visto migliaia di professionisti del marketing e dell’advertising perdere il lavoro, ed i budget di investimento tagliati su tutti i fronti. Eppure il Digitale ha continuato a rivoluzionarsi e crescere. Facebook e altri social network connettono centinaia di milioni di utenti ogni giorno, nel solo primo anno di vita dell’Apple App Store, sono stati scaricati da questo spazio online oltre due milioni di applicazioni, mentre l’utilizzo dei sistemi mobile ha raggiunto l’incredibile cifra in crescita dei 4,5 miliardi di cellulari”.

Tutti i risultati del 2010 DMO confermano la crescente importanza del marketing “digitale”:

L’81% dei dirigenti delle Aziende si aspetta un incremento dei progetti “digitali”
Il 50% dei dirigenti sposteranno una parte degli investimenti dai media tradizionali a quelli online
Il 78% degli intervistati crede che l’economia corrente produrrà maggiori finanziamenti da allocare nel settore digitale.
Il “radioso” futuro dei social network

Uno dei maggiori trend emersi dall’analisi in questione è che per la quasi totalità dei responsabili marketing, in cima alla lista delle priorità di investimento ed utilizzo nel 2010, ci sono i social network e le relative applicazioni.

Mentre gli investimenti sui media tradizionali sono rimasti stagnanti o sono diminuiti, la spesa per i media digitali a pagamento è rimasta stabile o è aumentata, di solito di circa il 30%. Ma il settore che ha visto un aumento più marcato negli investimenti è stato proprio quello dei media non a pagamento, come appunto i social network, in cui gli sforzi più efficaci sono “guadagnati”, non comprati.

I responsabili marketing stanno dunque focalizzando l’attenzione sui nuovi strumenti di coinvolgimento della clientela, tanto che per la maggior parte hanno dichiarato di considerare il tempo di permanenza sul sito il parametro più importante da monitorare attraverso la web analytics.

Parlando del futuro dei social media, Ravit Lichtenberg, fondatore e direttore della Ustrategy.com, ha affermato: “Le conversazioni che nascono naturalmente online saranno utilizzate per l’innovazione e il design dei prodotti, e le aziende creeranno incentivi per ottenere attenzione e coinvolgimento da parte delle persone, al contempo ponendosi nuovi propositi e analizzando i contenuti e il coinvolgimento in nuovi modi che diano un nuovo apporto in termini di valore”.

Social network: un camino attorno al quale riunirsi

Che cos’è dunque che tanto attrae dei social network? Perché questa esplosione e questa incredibile capacità aggregativa?

Jason Bangerter, in un’intervista esprime con un’efficace metafora lo straordinario potere della Rete, grazie alla quale mai come adesso la gente può sentirsi più vicina agli altri raccontando, raccontandosi e condividendo: “La narrazione online ci spingerà a riunirci e a tenerci vicini intorno ai nostri monitor proprio come i nostri antenati si riunivano intorno al fuoco del camino, proprio come i nostri genitori si riunivano intorno alla televisione – e noi racconteremo storie come non ne sono mai state raccontate prima…”

sabato 6 febbraio 2010

Il webblog per ottimizzare il posizionamento sui motori di ricerca

Dotarsi di un webblog:
spesso si apre un blog ma poi lo si abbandona a se stesso, altre volte si ha paura di non avere lettori e commenti o di non trovare il tempo per scrivere contenuti interessanti. Quello che spesso si dimentica è che il blog non solo può essere un utile strumento di comunicazione, che coinvolge e fidelizza gli utenti e i clienti, ma che è anche un eccellente strumento di ottimizzazione del posizionamento del sito sui motori di ricerca. www.vincenzodangelo.blogspot.com

I blog sono amati dai motori di ricerca.

Sulla Rete si dice che “I motori di ricera amano i blog” e questo perché sono continuamente alla ricerca di contenuti “Nuovi” e aggiornati da offrire agli utenti. Più un sito risulta poco visitato e con contenuti vecchi, più sarà difficile che compaia in cima alle SERP.

Per ottimizzare al massimo un sito dunque non basta lavorare sui tag, sulle keyword, sui link e gli anchor text, ma si deve fare in modo che il sito produca anche “Ccontenuti Nuovi”, ovvero rilevanti e pubblicati con regolarità. Immaginate il sito di un hotel: è statico, e i suoi contenuti sono aggiornati al massimo una volta ogni anno, dunque l’unico modo perché presenti contenuti dinamici è adottare un blog.

Sebbene i contenuti non siano mai annoverati nella top ten dei fattori di posizionamento, è indubbio che influenzino il posizionamento del sito. Ma perché ciò accada devono essere sempre Nuovi e rilevanti, sia per i motori di ricerca che per gli utenti.
I vantaggi di avere un blog sul sito dell’hotel

Se volete inserire contenuti nuovi sul sito del vostro hotel, dovreste utilizzare un buon CMS (content management system) oppure creare un blog dell’hotel con una delle tante applicazioni open-source, più semplice e veloce da utilizzare.

E' buona norma mantene il blog sotto il vostro dominio principale,
ad esempio:www.sorrisoresort.it/blog può portare molti vantaggi:

-Aumenterà i link in entrata al vostro sito
-Aumenterà la frequenza con cui i motori di ricerca indicizzano il vostro sito (a seconda di quante volte aggiornate i contenuti)
-Incrementerà l’interazione con gli utenti e i clienti
-Migliorerà il posizionamento sui motori di ricerca

Naturalmente queste sono dirette conseguenze della pubblicazione di testi “Nuovi”. Se vi state chiedendo come creare contenuti “Nuovi” mettetevi nei panni dei vostri utenti e pensate a ciò che potrebbe interessarli e attirare la loro attenzione: non solo offerte speciali e pacchetti particolari tesi a promuovere il vostro hotel, ma soprattutto informazioni sulla vostra destinazione, su eventi culturali, musicali, enogastronomici, oppure su mostre e night life. Mi raccomando: non copiate i contenuti da altri siti, fate in modo che siano unici!

venerdì 5 febbraio 2010

Un marketing migliore per la scalabilità del business.

La scalabilità del business cioè operativamente difficilmente si riesce a fare di più di quello che fai ora, ottenendo guadagno. Magari perché il tuo tempo è limitato e non riesci a seguire più cose, oppure perché non riesci a trovare nuovi collaboratori o dipendenti validi ai quali affidare i progetti da seguire è come se l’organizzazione avesse raggiunto un limite e, anche quando si fa di più, questo lavoro aggiuntivo non porta profitto significativo. www.vincenzodangelo.blogspot.com

Il tema della scalabilità del business per le aziende di servizi è uno di quelli sui quali bisogna riflettere.

Qui di seguito alcune considerazioni:

Analizziamo il caso in cui una società di servizi cresce prendendo nuovo personale e nuovi collaboratori. In teoria, più personale dovrebbe significare più profitto per il titolare. A volte, tuttavia, il personale cresce e cresce anche il fatturato; ma, tolti tutti i costi, il profitto finale per il titolare resta quello di prima.

Cosa è successo? è successo che il profitto aggiuntivo portato dal personale non è tale da coprire i costi di un’organizzazione più grande. E quindi alla fine il profitto resta uguale. Più vendite sì, ma lo stesso guadagno finale.

Cosa bisogna fare per non incorrere in problemi simili?

Il punto è questo. Se i servizi venduti offrono un margine elevato, allora hai buone probabilità che più personale significhi più soldi. Ma se il margine è ridotto, allora è probabile che più personale non significhi più profitto.

Facciamo un esempio semplice:

Immaginiamo che in questo momento guadagni 10mila euro al mese seguendo progetti di consulenza. Stai pensando di prendere 5 collaboratori, per seguire i progetti al posto tuo. Ognuno di questi collaboratori ti costa 3mila euro al mese, e ti porta ricavi per 5mila euro al mese.

Con 5 collaboratori, il tuo tempo non è più dedicato a seguire i progetti, ma a seguire l’organizzazione di queste 5 persone.

Risultato; vendite più che duplicate: da 10mila euro passi a 25mila euro al mese.
Profitto: uguale. 10mila euro. (5mila – 3mila) x 5 collaboratori = 2mila x 5 = 10mila.

Qualè il problema di base? il profitto ridotto per collaboratore.

Se una persona nuova può seguire progetti per un valore di 5mila euro massimo, hai un problema. Ipotizziamo adesso che tu riesca a standardizzare i progetti in modo da renderli più semplici per un collaboratore (non esperto come te) e che riesca a strutturarne il marketing e la vendita in modo da aumentare il valore percepito.

In questo modo, il singolo collaboratore potrebbe seguire progetti per un valore di 8mila euro.
In questo caso sì che riesci a guadagnare di più. Passeresti da 10mila a 25mila euro al mese di profitto: (8-3) x 5. Quindi la verifica da fare prima di prendere nuovo personale è che la redditività dei progetti sia più elevata possibile.

Un miglior marketing ti da una redditività più elevata.


lunedì 1 febbraio 2010

Ospitalità Autentica

Far sentire agli ospiti che sono benvenuti, creare un ambiente confortevole e renderli parte di una famiglia, sono tutti semplici concetti di ospitalità”.

Certo non sempre in un grande hotel con molte camere è semplice far sentire una persona un “ospite”, piuttosto che un “cliente” o renderlo parte di una grande famiglia, ma ci sono piccoli ed efficaci accorgimenti che possono trasmettere la vostra “ospitalità”.

Accorgimenti che oggi, non sono più molto scontati: non è solo grazie alle bellezze naturalistiche e culturali che l’Italia è divenuta una meta turistica amata in tutto il mondo, ma anche per la sincera ospitalità dimostrata fuori e dentro le sue strutture alberghiere.

Oggi invece non è raro leggere recensioni di clienti, spesso stranieri, che lamentano la freddezza o la scortesia dello staff di alberghi anche 4 o 5 stelle, dove la gentilezza dovrebbe essere di casa.
Il concetto di "Ospitalità Autentica"

Prima di essere “ospitali” sul web e creare spazi digitali che accolgano e coccolino i vostri potenziali clienti, prima di aprire le porte alla conversazione sui social media, prima ancora di monitorare le recensioni e dare delle risposte anche a quelle più spiacevoli, prima di tutto conta la “living hospitality”, ovvero l’ospitalità “autentica, viva, genuina”.

Il primo buon proposito per il 2010 è di mettere in pratica sia quello di fare di tutto per rendere il vostro albergo autenticamente ospitale:

Accogliete i clienti sempre con il sorriso sulle labbra anche se non è una delle vostre giornate migliori, e assicuratevi che tutto il vostro staff, dalla cameriera al piano fino allo chef, facciano lo stesso.

Gestite le tariffe dell’hotel in modo da non perdere di vista un mercato sempre più difficile, dove
il cliente nella maggior parte dei casi è un precario e dove viaggiare è divenuto ormai un lusso.

Seguite i clienti passo passo accompagnandoli alla scoperta della vostra città e offrite loro un servizio quanto più possibile fatto su misura, siano essi celiaci o vegetariani.

Date un costo onesto all’acqua del frigobar o ai cocktail al bar dell’hotel, in modo da non far pensare ai vostri clienti che ve ne state approfittando.

Risolvete in modo veloce e possibilmente senza recare disturbo qualsiasi problema di carattere tecnico segnalato dai clienti.

Curate il rapporto con i vostri ospiti non solo durante, ma anche prima e dopo il loro soggiorno.

Leggete le recensioni on-line e prendete coscienza dei vostri punti di forza da valorizzare ma soprattutto di quelli deboli da correggere.
L’Ospitalità Autentica produce inevitabilmente un’ottima brand-reputation online

Non c’è dubbio che se riuscirete a garantire ai vostri ospiti un ottimo rapporto qualità prezzo ed una buona ospitalità, otterrete una brand reputation online molto positiva, che si diffonderà sulla Rete a macchia d’olio.

Il 2010 è decisamente l’anno in cui iniziare a mettere in pratica l’ospitalità autentica. Senza questo tipo di ospitalità, qualsiasi attività di web marketing o di promozione on-line potrebbe essere vanificata.

Fonte: Booking
Vincenzo D'Angelo

Opaque Biddings - Le Offerte opache

Le offerte opache rappresentano un innovativo modello di marketing, lanciato già da tempo e con successo negli Stati Uniti, da alcuni portali online come Priceline e Hotwire.

Queste OTA presentano offerte e pacchetti last minute, riguardanti voli e alloggi (generalmente 4 o 5 stelle) in località rinomate a prezzi molto scontati (dal 35 fino al 50%).

La caratteristica distintiva di questo modello sta però nel fatto che le offerte opache non presentano il nome dell’hotel in cui si alloggerà, né l’esatta location dove è ubicato. Chi deciderà di prenotare l’offerta, potrà scoprirne i dettagli solo dopo aver effetuato il pagamento.

Questa strategia permette così agli hotel di riempire le camere rimaste in last minute, con prezzi anche molto scontati, senza rischiare di perdere la propria brand reputation, né di contravvenire al principio della rate parity.

In virtù delle particolari caratteristiche che possiedono, le offerte opache hanno in genere un target di riferimento molto specifico: si tratta infatti di clienti non fidelizzati al brand (“non-brand-loyal consumers”), che non hanno specifiche preferenze verso determinati tipi di hotel o catene alberghiere, e risultano disposti a partire anche a “scatola chiusa”, pur di usufruire dei prezzi vantaggiosi proposti da queste particolari offerte.

Fonte: Vfm
Vincenzo D'Angelo